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HubSpot e contextual marketing: protagonisti del primo HUG di Milano

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Il 22 settembre 2016, a Milano, si è svolto HUGMIL, l’evento dedicato ad HubSpot e al ruolo che ricopre in una strategia di marketing digitale. In attesa del prossimo incontro, ecco il riassunto dell’evento che si è appena concluso.

HubSpot, una delle più utilizzate piattaforme di digital marketing, nasce dalla necessità di integrare il mondo del marketing a tutte le tecnologie che fanno ormai parte delle nostre vite.
Software All in One incrementa, attraverso il metodo inbound, il rendimento del processo di vendita e può essere di grande aiuto a tutti i professionisti del settore che non sono ancora riusciti ad adeguarsi ai cambiamenti sia per mancanza di mezzi che di conoscenze.

 

Cos’è un HUG?

Gli Hug nascono con l'obiettivo di condividere informazioni di rilievo e presentare ai partecipanti le nuove possibilità offerte dal mondo digital. HubSpot diventa portavoce della propria filosofia a livello globale attraverso incontri organizzati in tutto il mondo.
Il 22 settembre si è tenuto il primo Hug italiano. La location selezionata per HUGMIL è stata ZONA K, un loft multifunzionale situato nel rinnovato quartiere Isola, a due passi dal centro del business milanese. Un ambiente alternativo e accogliente. Adatto a diverse tipologie di eventi, per le sue particolari e funzionali caratteristiche architettoniche, ha ottenuto alcuni importanti riconoscimenti nel settore del design, tra cui la candidatura per la medaglia d’oro all’Architettura Italiana 2012. La sua predisposizione allo scambio e all’incontro tra persone è rispecchiata anche dalla posizione strategica in cui si trova: il quartiere Isola, infatti, è da sempre stato un crocevia di relazioni umane e attività industriali, e, a seguito della sua recente ristrutturazione, si è riconfermato centro di interscambi culturali ed economici nonostante la sua immagine sia stata completamente rinnovata.

I relatori

Passiamo ora ai relatori protagonisti di questo incontro:
  • Marco Cabboi, Team Leader di WAM Milano, la sede italiana di We Are Marketing, in cui si occupa di Business Development e di Project Management;
  • Giorgio Ascolese, CEO di We are Marketing arrivato direttamente dall'HUG che si è svolto il giorno precedente a Madrid. La sua formazione internazionale, avvenuta tra Spagna, Italia e USA,  testimonia la sua esperienza ma soprattutto la sua apertura mentale nei confronti di nuove discipline come l’inbound marketing;
  • Gabriele Sardelli, Channel Consultant presso HubSpot Dublino. La sua consulenza lo porta ad affiancare agenzie, di qualsiasi dimensione, durante l’approccio alla metodologia inbound

Introduzione

Marco Cabboi, nella sua presentazione, ha introdotto il pubblico alla disciplina dell’inbound, un approccio innovativo che punta a farsi trovare da potenziali clienti, grazie alla condivisione di contenuti di rilievo in grado di attrarli evitando gli elementi di disturbo presenti nel tradizionale metodo outbound. Il metodo inbound si compone di quattro fasi fondamentali:

  1. attrarre sconosciuti e trasformarli in visitatori

  2. convertire i visitatori in leads

  3. portare i leads all’acquisto trasformandoli in clienti

  4. fidelizzare i clienti e renderli promotori del tuo brand

Nella prima fase è di fondamentale importanza la creazione e condivisione di contenuti di valore che possano interessare ad un potenziale cliente come blog post, video e ebooks. Oltre ad essere interessanti devono essere utili e istruttivi, in grado di soddisfare le sue aspettative. Dopo aver trasformato gli utenti in visitatori, sarà necessario prendersi cura di loro promuovendo le offerte attraverso call-to-action efficaci e personalizzate in base al target di riferimento e ai prodotti in questione. Queste operazioni sono necessarie affinché i visitatori si convertano in lead e, una volta ottenuti i loro dati, ancora una volta, andranno seguiti e "coccolati" stabilendo un rapporto di fiducia reciproca, accompagnati nel loro customer journey fino a renderli veri e propri promotori del brand restando in contatto con loro anche dopo l’acquisto finale.



Contextual marketing

Giorgio Ascolese ha parlato di contextual marketing, tema centrale dell'evento e branchia dell’inbound, facendo riferimento alle azioni di marketing svolte online, incentrate sulle informazioni degli utenti, personalizzate in base alle loro necessità costruite ad hoc per essere in linea con i loro interessi. L’obiettivo è quello di presentare i contenuti giusti alle persone giuste nel momento giusto in real time. Per rendere possibile questa operazione, secondo Giorgio Ascolese, è necessario sfruttare 5 grandi forze che il mondo del web mette a disposizione:

  1. Sensori

  2. Mobile

  3. Geolocalizzazione

  4. Data

  5. Social

Il contextual marketing diventa possibile, ma soprattutto efficace, dal momento in cui molte persone passano gran parte del loro tempo online o comunque collegate ad internet attraverso dispositivi mobili. Attraverso le interazioni che avvengo in rete, gli utenti forniscono le informazioni necessarie alla piena realizzazione della strategia. L’attività che si andrà a svolgere non sarà invasiva, ma metterà in pratica un metodo alternativo e immediato per trovarsi a metà strada con i potenziali clienti dando loro tutte le informazioni che stanno cercando. Riassumendo, quindi, sarà necessario tenere in considerazione il buyer persona, ovvero il cliente ideale e il suo customer journey e, in base alla fase in cui si trova, verrà deciso in che modo e con quali contenuti andargli incontro. Gli elementi da tenere in considerazione durante l’intero processo, secondo quanto è stato detto all’HUG di Milano, sono:

  • orario

  • lingua

  • clima

  • canali preferiti

  • localizzazione

  • negozio o privato

  • cronologia degli acquisti

  • dispositivi

  • collaborazioni passate

Se verrà seguito quanto è stato detto finora, con l'aiuto di software che renderanno il meccanismo più fluido, come ad esempio HubSpot, sarà possibile sfruttare il contextual marketing in tutte le sue potenzialità. I benefici?

  • Engagement: il 74% dei consumatori afferma di preferire le aziende che utilizzano i loro dati al fine di offrire un’esperienza personalizzata

  • Risultati concreti: le percentuali di risposta e conversione sono da cinque a 20 volte più alte rispetto ai risultati garantiti dalla pubblicità tradizionale.

Contextual Marketing e HubSpot

Per finire, Gabriele Sardelli è entrato maggiormente nel dettaglio illustrando in che modo HubSpot può aiutare le aziende ad applicare le regole principali del contextual marketing. I punti principali che consiglia di seguire sono tre:

  1. Identificare le opportunità utilizzando pagine web con performance elevate.

  2. Segmentare il pubblico mostrando contenuti diversi a visitatori anonimi ad esempio in base al paese da cui si stanno connettendo o al tipo di dispositivo che stanno utilizzando

  3. Scegliere la personalizzazione più adeguata puntando ad un gruppo alla volta e concentrandosi su una precisa tipologia di target. Quindi, sarà necessario personalizzare il form e soprattutto richiedere informazioni specifiche che aiuteranno a stabilire un rapporto futuro con il cliente. Se non si dovesse disporre di tutti i dati, dovrà essere definito un messaggio standard da inviare, in modo da non perdere il contatto con l’utente.

HubSpot

Alla prossima

Come al termine di ogni HUG, una volta consluse le presentazioni, c'è stato uno spazio per scambi di opinioni e chiarimenti, il tutto accompagnato da un ottimo buffet e un po’ di musica in sottofondo in grado di rendere l’ambiente rilassato e familiare. WAM ti aspetta a Dicembre per il prossimo HUG.

Per maggiori approfondimenti è possibile scaricare le slide dell'evento.

Il prossimo evento


Se vuoi scoprire come lo smarketing sta rivoluzionando le tecniche di vendita, partecipa al prossimo HUGMIL.