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L'importanza delle buyer persona per la realizzazione del tuo sito web

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Immagina di parlare in italiano ad una persona che conosce solo il russo: ok, no. Questo dialogo non può funzionare. Per fare in modo che avvenga un incontro tra le due parti è necessario parlare la stessa lingua e questo accade ogni volta che noi avviamo una conversazione, sia essa reale o virtuale.

Il sito web egoista

Oggi le aziende, per dialogare con il proprio pubblico, utilizzano canali di comunicazione digitali: uno su tutti, il sito web. Qual è il cavillo in tutto questo? Che molti passano mesi interi nella progettazione del portale pensando unicamente a quelli che sono i propri interessi: “Voglio che ci sia la pagina X perché per noi è importante”; “Non mettere X perché non ci serve” e altre frasi di questo tipo.

L’errore fondamentale è che, in questo modo, l’unica cosa che siamo in grado di fare è costruire un monologo autocelebrativo che non coinvolge in alcun modo i gusti e le esigenze del proprio pubblico. Capirai anche tu che, parlando da solo la tua lingua sconosciuta, nessuno avrà più interesse ad ascoltarti.

C’è un antidoto?

La radice egocentrica può essere facilmente estirpata: per farlo, è necessario realizzare il proprio sito web partendo dall’analisi delle buyer persona. Queste non sono altro che rappresentazione fittizie e generalizzate - ma basate su dati reali - del nostro pubblico target.

Attraverso questo studio preparatorio - come delle novelle Coco Chanel - possiamo confezionare il nostro sito web su misura degli utenti che lo visiteranno. Questo cosa significa in concreto? Che andremo a costruire percorsi di navigazione semplici, fruibili e facilmente intuibili in grado di ridurre il tempo tra la domanda del prospect e la nostra risposta.

Come le buyer persona possono influenzare la mappa del nostro sito web

Esigenze e difficoltà vissute dal proprio target di riferimento in ogni fase del buying journey possono avere un impatto ben visibile sul menù di navigazione. L’ideale sarebbe trasformare i cosiddetti pain point - ovvero un incrocio tra le problematiche vissute e l’apporto che può dare la propria azienda nella loro risoluzione - in voci e pagine del sito web.

Questo significa che, se uno dei timori vissuti dal target è: “Ho paura di spendere troppo”, sarà necessario inserire una pagina pricing facilmente accessibile e non nascosta in qualche angolino sperduto ed inavvicinabile del sito (come troppo spesso accade).

Seguendo lo stesso ragionamento, è utile riflettere sulla realizzazione di percorsi interni al portale che permettano di attraversare le tre fasi del funnel (attrai, coinvolgi, fidelizza). Questa è un’ottima strategia per instaurare un dialogo bidirezionale con il proprio pubblico in cui, da un lato, ci mostriamo capaci di ascoltarlo e, dall’altro, diamo una rapida risposta alle sue perplessità.

L’analisi del target, come vedi, può influenzare in diversi modi la realizzazione del sito web aziendale.

Di questo e molto altro, ne abbiamo parlato all'evento HUG “Non è bello ciò che è bello, ma ciò che converte. Trasforma il tuo sito in ottica Inbound”. Se non sei riuscito a partecipare, clicca qui sotto e scarica gratuitamente le slide. 


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